Sak Yant – Inchiostro Magico, un libro per conoscere il mondo occulto dei tatuaggi Thai

Sak Yant – Inchiostro Magico, un libro per conoscere il mondo occulto dei tatuaggi Thai

Fabio Polese 

Articolo pubblicato su : Il Giornale
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I Sak Yant, i tatuaggi tradizionali thai, che possono essere considerati una pratica magica, erano originariamente indossati dai guerrieri e venivano usati come “armatura di protezione” in battaglia. Anche se non sappiamo con precisione quando siano nati (la più antica prova storica risale ai tempi del Re Naresuan Maharaj, nel periodo più prospero del regno di Ayuttaya), ancora oggi hanno un alto valore spirituale nella credenza del Paese. Da tempi lontani, infatti, il tatuaggio fa parte della tradizione del sud-est asiatico, come fosse un rito di passaggio. In Thailandia e in Birmania, gli uomini erano soliti tatuarsi dal bacino alle ginocchia, elevandosi spiritualmente.

Sak letteralmente significa “tatuaggio” e Yant, abbreviazione del Pali sanscrito, lingua indiana usata ancora oggi nel Buddismo Theravada, significa "disegno sacro o magico". Gli Yant sono simboli mistici, formati da sillabe (quelle che contengono il potere) e disegni geometrici con significati esoterici (principalmente quadrati o triangoli che rappresentano le forme e le figure dei quattro elementi - terra, aria, acqua e fuoco - e cerchi che possono rappresentare il sole, la luna e la ruota dell'esistenza, la ciclicità della vita e il suo movimento simbolico nel tempo dell'infinito). Alcuni hanno raffigurazioni di animali (come il leone, la tigre, la tartaruga, il serpente) o creature mitologiche legate alla simbologia asiatica, animista e buddista (come Hanuman, Yak, Singha). Altri simboli possono includere le foglie del fico sacro, l'albero sotto il quale Siddharta Gautama (il Budda) ha raggiunto il Nirvana, l'illuminazione. Altri ancora possono ritrovare rappresentazioni di figure thai di spicco, come monaci molto venerati o ex Re.

Le sillabe sono chiamate Mon, cioè Mantra, e quando costituiscono versi più lunghi diventano Khata o Gatha. Se un tatuaggio ha solo scritte e non raffigurazioni, allora è un Sak Khata. Il Mantra è una espressione sacra che può corrispondere ad una formula mistica o magica, ad una preghiera, ad un canto sacro o a una pratica meditativa e religiosa e sono recitati, oltre che dai maestri tatuatori, anche dagli sciamani, esorcisti e erboristi. L'alfabeto viene chiamato Akkhara e le lettere tatuate possono anche far riferimento allo stesso termine. Questo alfabeto è scritto in una diversa varietà di caratteri, Kmer nella Thailandia centrale, Shan e Lanna nella parte nord del Paese e in Cambogia (dove ormai la tradizione è quasi scomparsa), Thailü e Lao Tham nel nord-est e nel centro-sud del Laos.

Il metodo e il rituale di creazione di uno Yant è estremamente complesso e raramente viene condiviso con i non iniziati. Tatuarsi è un percorso. E ogni raffigurazione ha delle regole precise su come e quando si può realizzare. I primi tatuaggi solitamente, tranne rare eccezioni, si fanno nella parte alta della schiena, successivamente viene tatuato il petto, poi le braccia, la parte bassa della schiena, le mani, il collo e la testa. Alcuni tipi particolari di Sak Yant possono essere fatti anche sulle gambe.

Possono tatuare solo gli Ajarn e possono essere sia religiosi sia laici, l'importante è che abbiano concluso un lungo percorso di studi con uno o più maestri anziani. Sempre loro possono scegliere di realizzare uno Yant ad una determinata persona oppure no, in base a quello che sentono e vedono. I disegni sono tantissimi e tutti hanno significati e poteri specifici. Alcuni sono fatti appositamente per dare coraggio e sono utilizzati soprattutto dalle forze speciali e dai fighters della Muay Thai, l'antica arte marziale del Paese. Queste persone cercano protezione dal dolore fisico, da incidenti o aggressioni. Possono anche chiedere di essere più forti e vincere contro i loro avversari. Altre composizioni portano fortuna. Altre ancora soldi, lavoro e amore.

Il potere, oltre che dal diverso Yant, viene trasmesso dal Maestro, in base ad alcuni comportamenti. Tra questi i più importanti sono la composizione dell'inchiostro usato, il Mantra pronunciato durante la scrittura e il rito dell'attivazione.

Ovviamente, l'efficacia è dovuta da diversi fattori. Il rispetto delle regole e anche dalla determinazione di chi si fa tatuare, che spesso arriva solo dopo un lungo periodo di pratiche meditative.

Gli Yant vengono anche utilizzati come protezione in altri modi. Non è difficile trovare queste raffigurazioni su porte e passaggi in generale, a difesa della propria casa o del proprio veicolo. Oppure intorno al collo, attraverso gli amuleti. Quest'ultimi si chiamano Khawng Khlang e hanno poteri magici racchiusi nelle pietre preziose, nelle foglie e nel mix di resine e ceneri con cui vengono creati. Successivamente gli Ajarn, attraverso una cerimonia chiamata Pluk Sek, li attivano, dandogli la forza.